al-di-là della vita


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romanticavany-3892bQuando fa grigio nel mio cuore o quando piove una pioggerella sottile accendo il fuoco nel camino; la casa sembra più felice, a volte ravvivo il fuoco facendo aria con le mani per aggiungere al  calore, il buon odore di natura selvaggia. Rimango in contemplazione. Il fuoco è stato certamente la prima occasione di sogno dell'uomo primitivo nelle caverne. Questo sognare, dal momento che era necessità di sopravvivenza, segnò l'accesso alla dignità umana. Seduta per terra come i bambini con le gambe incrociate e gomiti sulle ginocchia, la testa tra le mani mi piace fissare il fuoco. Le tensioni così si allontanano così come le preoccupazioni, le fatiche e romanticavany-3892ale tristezze. E' uno stato di riposo senza dormire. Bisogna allora lasciar nascere il sogno, colmarsi dello spettacolo, tutto dei colori d'oro e rosso mescolati all'odore del legno, degli scoppiettii secchi e delle esplosioni, dei movimenti incessanti delle fiamme che danzano dai crolli in fasci di scintille. A volte, si insegue con lo sguardo una pagliuzza che prende il volo nel fumo. E' la vita, amore e morte mescolate, è il nostro destino umano. La contemplazione diventa meditazione, passaggio effimero in un al-di-là della vita che pertanto nutre la nostra propria vita. Felice casa è dove risiede il camino che contribuisce alla nostra felicità.

"Possiamo ottenere un intenso piacere da un contrasto"
(S. Freud)

28 pensieri su “al-di-là della vita

  1. Bellissimo assaporare lo stato di quiete che traspare da questo post..
    Penso che non sia così facile riuscire a vivere veramente sensazioni come queste, tutti ne avremmo bisogno.

    Ti auguro uno splendido inizio settimana..
    Un abbraccio!

  2. E un romanzo disperato cosa potrebbe essere? forse qualcosa a metà fra la disperazione e il nulla? :-D

    Okay, era una freddura, null'altro che una freddura.

    Cicci, credo che un buon romanzo è fatto per restare, un cattivo romanzo invece no. La penso come Wilde, "Non esisto libri morali o immorali, soltanto libri scritti bene o male". Spero di essere tra quelli che sa scrivere anche se nessuno avrà di me un ricordo che siano uno in futuro.

    ♥ ♥ ♥ Bacetti e morsetti e lekkatine, Bimbetta buona e bella

    orsetto di VaNY

  3. In un tempo che oramai lontano lontano fissavo il fuoco con la curiosità tipica del bambino il qual si chiede se sia sogno o realtà la fiamma; se sia uno spirito del bene o del male e se toccarlo sia peccato mortale.
    Mio nonno era solito portarmi con sé nell'orto, che era un fazzoletto di terra con un pollaio e poco altro. Adiacente al pollaio la cantina dove si tenevano le botti col vino dentro. Faceva piuttosto fresco in mezzo alle damigiane, che erano tutte stipate negli angoli della buia cantina e che potevano contenere indifferentemente olio di oliva o vino rosso. Il vecchietto aveva una passione per il rosso, non si sedeva a tavola senza aver prima messo in bella mostra un fiasco di vino. Non che fosse un ubriacone, tutt'altro: però al suo bicchiere non ci rinunciava manco morto. Durante gli ultimi anni della sua vita il suo bicchiere era sempre pieno e subito vuotato: poteva non toccar cibo, ma all'ora di pranzo e a quella di cena gli occhi gli s'infiammavano d'una rinata giovinezza di fronte al lucore del rosso dentro al bicchiere.
    Non era tipo di molte parole. Non aveva studiato, era di un'altra generazione, quella dei grandi vecchi che erano scampati alla morte di due guerre, la prima e la seconda Guerra Mondiale, per cui più nulla lo sorprendeva. Aveva visto la morte da vicino negli occhi dei compagni. Aveva visto il fascismo salire al potere per mietere milioni di vittime. Aveva conosciuto gli americani con la loro lingua strana liberare l'Italia da Mussolini e aveva loro offerto il suo vino rosso. Non da ultimo aveva sentito parlare degli ideali del comunismo. Al pari di molti credette che il comunismo avrebbe cambiato in meglio la società, perché di errori se ne erano commessi tanti e mai in buona fede. Quando io lo conobbi era già un nonnetto; senza un capello in testa, da una vita usava portare una paglia da contadino e masticar tabacco. Doveva avere come minimo novanta anni ma non aveva un solo dente cariato. Era orgoglioso della sua forte dentatura che non era stata mai intaccata da una carie. Gli anni gli dimostrarono che il comunismo era una fregatura, per cui a un certo punto mandò a quel paese repubblichini, comunisti e preti. Gli stavano tutti sullo stomaco e i rari sorrisi che dispensava erano per i suoi filari d'uva. Nel suo fazzoletto di terra c'erano perlopiù filari d'uva e un paio di albicocchi, che però fruttavano poco o niente. L'uva invece fruttava ch'era una bellezza: Bacco baciava e proteggeva i polposi grappoli, le viti del mio vecchio nonno. Al limite del vigneto ci stavano anche degli ulivi. Il vecchietto non li curava più di tanto, ma quegli alberelli davano lo stesso olive in gran copia.
    Il vecchio talvolta mi portava con sé. Non spiccicava parola, mi allungava però una albicocca appena colta o un grappolino d'uva. Più di rado dei pinoli. Le pigne non mancavano, ma era difficile trovarne di piene. 
    Una volta finito di metter a posto l'orticello, sul carretto caricava un gran fascio di rami secchi, di pigne vuote, di sterpaglie varie. Il mucchio serviva a fare un bel fuoco per il piacere degli occhi. Non per altro. In un angoletto di terra dove non cresceva nulla, lontano dall'erba e dalle piante, il nonno gettava in terra gli sterpi da bruciare, poi con uno zolfanello appiccava  il fuoco a un fascio di foglie secche che disponeva sotto il legno secco con somma attenzione. I rami secchi facevano presto a prender fuoco. Le lingue di fuoco smaniavano nell'aria, si allungavano ora forti d'un rosso infernale ora deboli appassite smorte. Solo una volta che il fuoco s’era smorzato del tutto lasciando di sé cenere e carbone, il nonno sorrideva felice come un bambino; gettava allora sulle ceneri ancora calde generose manciate di terra per esser ben sicuro. Con gli scarponi pestava la cenere con gran attenzione. Lo faceva per far fuori i tizzoni ancora caldi e che avrebbero potuto alimentare un incendio. Io lo imitavo. Saltavo a piè pari sul mucchietto di cenere e terra e dovunque scorgessi un carbone rosseggiante mi ci accanivo contro finché non si smorzava. Amavo pestare i piedi sui tizzoni ancora ardenti. Se solo un momento prima mi ero goduto lo spettacolo del fuoco, spegnere la sua residua vita era per me non meno eccitante. Una volta ebbi l’ardire di toccare con mano un tizzone che rosseggiava ancora, seppur in maniera debole. Lo presi fra pollice e indice ammirando il suo cuore rosso. Un colpo improvviso di vento lo ravvivò. Lo lascia subito e con tutta la mia rabbia presi a schiacciarlo sotto il peso degli scarponcini che calzavo. Fin tanto che non fu del tutto spento e sbriciolato non fui contento.  


     

    Ti ho commentata così, spero tu non te ne abbia a male. :-) ))

    SmAAAcccKKK

    orsetto di VaNY

    P.S.: Non mettere le manine sul fuoco o ti scotti e poi ti devo mettere la pomatina. ^___^

  4.  I nostri occhi brillano di fiaba quando il legno si concede al fuoco e trasforma l’aria incolore in un rosso ocra intenso che attizza i pensieri e la fantasia brucia come una impossibilità al tocco.
    Le sinuose lingue di fuoco sono amanti perfette, calde da incendiare, rapide da prendere al volo. Tutto è messaggio d’amore intorno a noi perché tutto ciò che emana calore è messaggio d’amore. Un fuoco è un compendio di visiva sonorità rovente che armonizza l’anima. I nostri sensi adorano dominare i contrasti e trarne equilibrio ed appagamento, amano vedere l’energia che si intreccia, si trasforma, non trovano posa né stasi ma provano un sentimento che somiglia a un curioso viaggio interiore. Non vi è migliore luogo di meditazione per calibrare l’anima e rivedere i treni passati dentro di noi… non vi è migliore alcova di un materasso steso davanti a un camino acceso…

  5. Il fatto è che un ricordo tira l'altro. Tu hai raccontato qui il tuo ricordo e hai scatenato un vecchio molto vecchio ricordo di me che guardavo il fuoco insieme al nonno. A quel tempo avrò avuto non più di cinque o sei anni. Per questo il ricordo che ho poi trascritto – non senza un paio di refusi ^__^ – sa di latte e innocenza. Sono stato un soldino di cacio pure io, sai. ;-) E' stato un momento felice, di quelli che solamente quando l'età non conosce ancora il mondo e lo vede come fosse una grande fiaba che si disvela poco a poco.

    Tu pensa, se non avessi parlato del tuo rapporto d'amore con il fuoco, dei sentimenti che esso ti ispira, mica mi sarei ricordato dell'episodio.

    Vedi, tu hai ancora la possibilità di fissare un bel fuoco nel camino; di sentirne il calore e il crepitare. Io invece non più. Però ho i ricordi se qualcuno mi sa stuzzicare. ^__*

    Visto che ti piace, domani lo pubblico questo racconto dell'infanzia.

    Non scherzare, l'agnellina sei tu e solamente tu. Io sono l'orsetto. ;-) E' meglio così… per l'agnellino che altrimenti come farebbe senza l'orsetto suo? ♥ ♥ ♥

    Fa' dolci sogni e non stare troppo davanti al caminetto. Bevi un bel bicchiere di latte caldo e a far la nanna. ;-)

    Bacetti morsetti e lekkatine in gran quantità,

    orsetto di VaNY

  6. Ciao Vany!!Leggendoti  stasera  mi sono persa nei ricordi,di quando a casa di mia nonna,d'inverno,immancabilmente il camino era acceso,lei ci cucinava pure la polenta,per un attimo ne ho sentito il profumo….
    Notte gioia,sogni dorati

  7. QUANDO L'AMORE VINCE LA VITA MIGLIORA  RISPOSTA INDOVINELLO PERCHE' SI LAVA  TI LASCIO UN GRANDE BACIONE SMACK  OLIVE DOLCI

    L'ESPLORATORE

  8. E' bello saper cogliere il linguaggio delle cose ,
    Vany, il fuoco poi è forse quello che parla di più
    al nostro animo.
    A me piace da morire,quando lo guardo mi fa
    lo stesso effetto che leggere un libbro di avventure,
    mi fa volare fuori, sognare.
    Un abbraccio Eny.

  9. Ori cangianti ed ori bruniti nella vasta gamma che all'estremo si implode. Ogni percorso è scia di vorticoso tracciante sul pulviscolo miracolato, che se ne appropria per custodire la cortina dei pensieri più sinceri, avendone estrema cura. 
    Da monello giocavo spesso sopra la "ròla" del camino (così la chiamava mia nonna) e con i gadget fatti in casa, tra sagome di trucioli e di ferramente dolcemente (con)fuse sull'istante, era la "consolle" migliore che si potesse pretendere :) 

    Many Kisses ***

  10. Grazie , sia pure con ritardo, dolcissima e splendida Vany, per la tua tenerissima buona notte e dolci sogni! A te ora un luminoso buon giorno, pervaso di gioia  e piccole felicità quotidianre!  Bellissime le tue riflessioni davanti al fuoco di un camino acceso! La fiamma è bella , diceva Qualcuno che se ne intendeva !! Bacissimi , tesoro! Lucio

  11. Mio nonno era ciociaro, sì, e non sapeva né scrivere né leggere, però la X come la faceva lui nessun altro in paese. ^___^

    I figli maschi sono tutti calvi, rassegnati bimba. ^_^ Il nostro figliolino diventerà calvo come me, come il nonno, come il bisnonno, come il mio papà, perché i maschi prendono dai maschi e i maschi sono tutti calvi nel mio ramo paterno, rassegnati. :-D Però abbiamo buoni denti. Mio nonno aveva anche la fisarmonica che poi la passò a mio padre. No, non la so suonare la fisarmonica. Io sono nato a Torino in mezzo alla Fiat, ai gas di scarico, alle nuvole grigie, alla nebbia e via dicendo.

    Questa invece è una famosa piazza di Torino, molto famosa, dove si sono incontrati in passato tanti e tanti scrittori ed editori. Vediamo se la riconosci.

    Quando dico che il cielo è grigio è grigio. La foto, questa, è mia. Fatta da me. E' così Torino. Sempre grigia.

    Ora fa' la brava. Il figliolino riccio e biondo te lo scordi. :-D DD In famiglia siamo tutti bruni, sin tanto che abbiamo i capelli, poi però diventiamo presto calvi e quindi… mio padre era riccio, peccato che è diventato presto calvo. Ti devi rassegnare, bimba.

    Mi vuoi ancora bene?

    Smaaackkkk

    orsetto di VaNY

  12. Sul serio? Non lo avrei mai detto. Dunque un ciociaro è un monello perché ha le palline rotonde più degli altri, è furbo più degli altri, coltiva la terra meglio degli altri. Un monello. ;-)

    ♥ ♥ ♥ Ci vogliono più bacetti nel caffè, piccolina. Avanti, riempilo di bacetti ‘sto caffè. ♥ ♥ ♥

    orsetto di VaNY

  13. Il fuoco domestico è magico, infonde gioia e aggregazione. Riuniti davanti a un fuoco scemano le tensioni, vibrano i cuori. Hai descritto un'atmosfera sublime. La massima di Freud è intensa e perfetta per questo post.

    bacioni
    annamaria

  14.  Uno stato di grazia che nasce dalla visione di una o più parti del nostro ambiente.
    Ecco che, sinesteticamente, l’olfatto ci regala il colore dell’inverno e il fuoco nel camino ci dona quel senso di infinito.
    Infinito racchiuso tra le mani e infinito racchiuso nei ricordi, nei sogni e negli affetti.
    Impossibile, allora, non ricordare e rivivere tutto quello che, apparentemente, morì oppure è morto.
    Ecco che esistenza chiude il suo significato, significativamente, in due precise caratteristiche umane: vita, morte.
    Ecco che … anche il crepitìo di alcuni arbusti dentro un caminetto possono far ri-vivere tutto quello che fu perso e morire i pensieri e le tristezze accumulati.
    Meditazione?
    Si, forse.
    Anche vita, però. Una vita racchiusa in un’altra vita che … muore, come il fuoco che, inevitabilmente, si spegnerà – il giorno dopo – seguito dai ricordi belli, brutti, sereni o da non dimenticare.
     
    Il Vostro post, Milady, è un atto di intelligenza nei confronti di chi legge.
    Grazie.
     
    Rileviamo e sottolineiamo, prendendone debita nota, quanto scritto al #3, anch’esso pieno di spessore e sinestetiche vibrazioni.
    Congratulazioni e ovviamente, le nostre più vive cordialità da estendere, anche, ai Vostri attentissimi lettori

  15. Ogni volta che contemplo un camino acceso medito sulla nullità universale. Le fiamme sono configurazioni uniche che non si ripetono mai. Già Buddha l'aveva notato. Così il fuoco che arde è una specie di morte eterna.
    Un abbraccio immenso e buona serata a te, carissima Vany

  16. Fa' la brava, non avere gli incubi, è tutto a posto, insomma non hai di che preoccuparti.

    Dolci sogni, bimbetta

    orsetto di VaNY

  17. La mia leprottina ha gli occhietti pieni di sonno stamattina. ♥ ♥ ♥

    Ti dò un bel bacetto con lo skiokko così ti svegli. ;-)

    orsetto di VaNY

  18. Grazie infinite , dolcissima  e splendida Vany , per la tua elegantissima ,immaginifica buona notte , per la quale ,al solito , sono in ritardo a ringraziarti! A te il mio augurio di un giorno gioioso e positivo , in ogni senso!
    Lucio