Nei giardini


Pubblicato il da
wewdsa

45 pensieri su “Nei giardini

  1. Io non cambierò mai.

    Nemmeno se mi dovessero spezzare le gambe.

    Non sono corruttibile. Non sono ricattabile.

    Però non mi sento Remì.

    Meglio Lucky Luke, non trovi?

    Bacioni,

    Beppe

  2. Proprio bella questa poesia. Delicata, di freddi, di colori che cambiano, come i sentimenti con l’avanzar del tempo.

    Hai delle capacità.

    Se le affinassi, potresti fare di meglio. E’ un complimento. Secondo me potresti scrivere versi ancora più belli.

    Bacioni Vany, che vivi fra un cielo turchino prendendo addosso il color rubino d’una pioggia autunnale :-)

    Beppe

  3. Puoi sempre cantare l’Eros.

    La poesia è di eros.

    Prévert, F.G. Lorca, Neruda… quanti poeti hanno cantato l’Eros?

    Se poi vuoi solamente viverlo, allora… Però hai delle capacità, sai scrivere bene quando vuoi, ed è un peccato non approfittare di questo dono.

    Bacioni Cucciola,

    Beppe

  4. Vany queste composizioni colorate di stagione sembrano quasi degli acquarelli da blogosfera. Per ingentilirla … e ridestarla dai cattivi pensieri …

    un bacio *

  5. di autunnale ci sono solo le temperature,qui da te e’ sempre primavera.per i tuoi pensieri e per la tua anima tanto piena di vita e ricca di solare vivacita’.

    si puo’ immaginare i due innamorati rincorrersi tra gli alberi,giocando allegramente fino a prendersi.

    nell’anima e nel cuore.

    un bacio gioia,sempre coloratissimo il tuo spazio.una gioia trovarlo e leggerti.

    Giuse

  6. Il testo della poesia rispecchia appieno il tuo nik, perla romantica.

    E’ bello e delicatamente romantico.

    E poi quell’effetto cangiante che sottolinea il cambiamento dei colori!!! Sai che sei molto brava?

    Grazie per quella bella immagine, è molto appropriata al testo. :) )

    Un caro saluto

  7. La natura è il miglior modo per comprendere l’arte; i pittori ci insegnano a vedere.

    Deliziosissima! Buona notte..ed ecco un dolcetto!

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    pasta di mandorla.

  8. Ciao bella Vanessa, sono dovuto scendere 5 piani per leggere il post però ne è valsa la pena.

    I colori dell’autunno sono quanto di più romantico ci sia in circolazione, per questo ti si addicono a pennello:-)

    Un abbraccio, complimenti per i tuoi colori e le tue parole.

    Grazie di tutto,

    Vincenzo.

  9. Poema della montagna

    Dedica

    Trasali – e una montagna giù dalle spalle,

    e l’anima – alla montagna.

    Fammi cantare del dolore:

    della mia montagna!

    Né oggi, né per l’innanzi

    tapperò il rosso buco.

    Fammi cantare del dolore

    in cima alla montagna.

    1

    Quella montagna era come il petto

    d’una recluta falciata da un obice.

    Quella montagna voleva labbra

    vergini, un rito nuziale

    esigeva quella montagna.

    da Marina I. Cvetaeva

  10. Molte donne maltrattate si pongono spesso il problema del PERDONO, cioè se sia giusto e possibile perdonare chi ha fatto loro del male. Il perdono è un punto d’arrivo desiderabile, sempre augurabile a se stessi e agli altri, ma … purtroppo non sempre raggiungibile. Chiunque riesca a perdonare, dopo sta certamente molto meglio perchè si libera di un peso faticoso da portare: quello della rabbia, del rancore, dell’odio, che fanno male soprattutto a chi li prova. Però ci sono situazioni nelle quali il perdono è fuori dalla nostra portata, anche se lo cerchiamo con tutte le nostre forze. In quei casi non dovremmo insistere con noi stessi auto-forzandoci a perdonare (il che, nella forzatura autocostrittiva, è ancor più doloroso del mantenere il rancore/risentimento), ma accettare come dato di fatto inevitabile l’odio che proviamo, pur sperando che col passare del tempo esso possa gradualmente lasciare il posto alla capacità acquisita di perdonare. In altre parole, IL PERDONO non è un atto volontario automatico (si può desiderarlo, ma non è detta che riusciamo ad ottenerlo in noi) perchè è uno stato interiore spontaneo come l’innamorarsi: non si può ordinare a se stessi di innamorarsi! Per quanto riguarda l’autocritica spietata, cioè la difficoltà a perdonarsi di qualche errore, è una forma esasperata di perfezionismo (più o meno conscio) perchè di fatto chi ne è vittima è come se pensasse: – Devo essere perfetto/a a tutti i costi, quindi non accetto il minimo errore o la minima imperfezione in me: per questo quando sbaglio non riesco a perdonarmi! – ma siccome ognuno di noi è imperfetto, questo atteggiamento mentale di auto-rigòre ci porta a essere sempre infelici, dato che è impossibile nella nostra vita evitare del tutto gli errori. Per questo dovremmo essere più elastici e clementi anche verso noi stessi. Se poi nell’umano (paradossalmente!) esistesse la perfezione, sai che palla che saremmo tutti quanti!

  11. Come ammiro la tua costanza nello scrivere…hai sempre così tanto da dare… Non meriti altro che tanto affetto da ricevere!!!

    Baci perlina

    Micina

  12. strade lastricate

    rese lucide

    dalla pioggia

    accolgono

    foglie che si posano

    nella speranza

    che il vento le porti via

    o che qualcuno le raccolga

    per custodirle

    in un vecchio libro.

    un bacio gioia,sei magica.

    Giuse

  13. Distillato di terso autunno

    Fragranza della memoria

    Praticamente inatteso

    Lampeggiare di parole gustose

    Intrecciarsi

    di intenzioni piccanti

    Lento sobbollire di emozioni.

    Sguardi profumati di caffè

    nel rumore sotterraneo

    A latitudine nord.

    Languida carezza

    da assaggiare

    Schiudersi di labbra

    dipinte di passione.

    Assaporiamo sentore

    fragola e banana

    sorridono i tuoi

    occhi.

    Mi allontano

    da te ondeggiando

    allegra su tacchi

    di camoscio rosa

    La prossima volta

    porteremo a termine

    ciò che abbiamo iniziato

    oggi.

    ^_^ vany