Il sesto senso

All’inizio fu l’olfatto, perché la cosa che imparammo a chiedere da poppanti fu di farci cambiare i pannolini. poi ci fu il gusto, visto che non disdegnavamo né il capezzolo della mamma, né la scarpa del papà. Ci piaceva infilarci in bocca tutto quanto, perché volevamo conoscere, imparare e ciucciare. Poi la vista, perché il nostro mondo a quel punto aveva bisogno di spaziare oltre la culla. Poi il tatto, perché quel mondo lo volevamo possedere in blocco ed ovviamente toccare. Ed alla fine l’udito, ultimo dei nostri sensi, ad essersi evoluto, costretto com’era a sorbirsi tutte le cazzate (i tanti, troppi gne-gne-gne) di genitori, nonni e parenti vari.
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Per questo ritardavamo a parlare, non riuscendo a capire che lingua fosse in uso dalle nostre parti. Ci mandavano in confusione.  Ebbene. Di tempo ne è passato da allora, e siamo arrivati – anche a fatica – all’età adulta. Credo che a questo punto sia limitativo parlare di soli 5 sensi. Per crescere, per ingegnarci nell’arte della sopravvivenza ne abbiamo usati molto di più. Sono d’accordo anche molti scienziati che sostengono che siamo in possesso almeno di un sesto senso, ovvero l’intuito. Che però è di pertinenza quasi ed esclusivamente femminile.

21 pensieri su “Il sesto senso

  1. il sesto senso non è prerogativa delle donne…è prerogativa dell’ elemento femminile in genere; se un uomo coltiva anche la sua parte femminile (ed ogni uomo ce l’ha), può essere intuitivo, che poi, spesso, nella nostra cultura, l’uomo viene costretto a reprimere questa parte e quindi lo perde, o lo indebolisce; come la donna viene costretta a perdere la sua parte maschile. E’ chiaro che in ogni genere (m o f) prevale la parte che la natura le/gli ha assegnato.

    …ciao, mi chiamo “sesto senso”. Voi “cinque” potete vedere, toccare etc. ma io posso fare cose che voi non potete: posso vedere ad occhi chiusi, posso sentire a grossa distanza, posso scrutare l’invisibile…posso…parlare con le stelle e col cosmo…..

  2. per il tatto, secondo me, credere che risieda nei soli polpastrelli è follia.

    Tutta la pelle è un organo di senso e poi le cosiddette zone erogene dove le mettiamo?

    Per il sesto senso, io da ragazzo ho letto un libro che si chiamava Il terzo occhio di T. Lobsang Rampa che parlava di quella pallina che hanno gli indiani sulla fronte che rappresenta proprio il sesto senso perso. Recuperarlo è solo una questione di esercizio. Il problema è che è molto anarchico come senso e va per conto suo.

    Io fra tutti preferisco il tatto è l’unico che mi fa venire la pelle d’oca.

    baci al maltitolo.

  3. Le donne (insomma, molte) ammettono sofferenze e tristezze; a volte (il masochismo femminile non è un luogo comune) fanno scempio di se stesse; spesso si autoanalizzano fino alla nausea. I maschi stanno male (tanti) ma ne parlano meno e per loro la vita è più semplice (in Italia, in casa, non fanno niente e non è poco per il buonumore). E sono più semplici i rimedi secondo loro, dall’adulterio al calcetto (e altro, si diceva). Poi, vabbe’, lo scriveva Henry David Thoreau e l’ha citato un personaggio di Casalinghe Disperate, «la maggior parte degli uomini conduce vite di quieta disperazione»; però non ci tiene a farlo sapere. La maggior parte delle donne è meno riservata; almeno con le amiche e nei questionari. Però forse è sbagliato disperarsi ulteriormente. Secondo le ricerche Usa le donne di una volta erano più felici perché avevano meno ambizioni, meno obiettivi da (poter) raggiungere. Ma cosa sappiamo noi, nevrasteniche 2007, della quieta disperazione di tante donne di una volta, relegate in casa, dipendenti dai maschi, incapaci di imporsi se non dietro le quinte o sottobanco? Meglio non crogiolarsi nelle ricerche americane (vengono da Princeton? Pazienza) e invece ricordare, dell’America, i mantra positivi: «Be all you can be», sii tutto quello che riesci a essere, e «count your blessings», conta le tue benedizioni. Noi occidentali sofferenti e affaticate ne abbiamo più di ogni altro gruppo di donne nella storia umana. Cerchiamo di godercele, ogni tanto; se ce la facciamo, poi, alle nostre figlie andrà assai meglio (immaginarlo rende felici, eccome). Maria Laura Rodotà, 27 settembre 2007

    SFreud

  4. non so se sia di pertinenza solo femminile, ma nemmeno tutte le donne lo sviluppano…direi che l’intuito è il senso di coloro che ascoltano e crescono dentro…non tutti sono tanto grandi!…sempre un piacere passare di qui… :)