Il pericolo affascina.


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02vulcano4850La bocca d’un vulcano.
La
lingua di lava. 

Un corpo vivente, maschio e femmina insieme. Espelle, erutta. E’ un interno anche un abisso.
Qualcosa di vivo che può morire, che esiste solo a intermittenza.
Una minaccia costante.

Capriccioso, indomabile, maleodorante.

il Gigante assopito che si sveglia.
Il gigante che vomita distruzione, e poi risprofonda nella sonnolenza, come un grandioso spettacolo pirotecnico.

Ci sono incanti fatti apposta per essere ammirati da lontano;
nessuno spettacolo è più nobile d’una vampata.

A sicura distanza è lo spettacolo supremo, è alquanto elettrizzante.

Inizia con un gorgoglio di basso profondo, la crosta di scorie grigie comincia a luccicare.

Il gigante sta per espirare.

Volano, non troppo alto, lapilli infuocati e ceneri.

Teatro Dell’anima.


*romantica*

40 pensieri su “Il pericolo affascina.

  1. …L’istinto che si impone alla ragione…La febbre della passione che abbatte ogni resistenza e difesa per conquistare la parte selvaggia che si cela in ognuno di noi…Parte disubbidiente, ribelle, che si avventura nel caotico ed infernale mondo dei molteplici misteri dove impera la lussuria, pur di raggiungere un appagamento che….nella maggior parte dei casi…resta in sospeso e neppure sfiorato…Ci si risveglia, quasi al freddo…anzi tra iceberg di ghiaccio che rischiano di devastare le nostre anime abbandonatesi, senza remora alcuna, al saccheggio di Sodoma e Gomorra…Poesia straordinariamente bella,intensa e sensuale…

  2. Sei straordinaria nel rendere le emozioni…si…i vulcani si possono guardare solo da lontano…ma come ogni pericolo si guarda e si vorrebbe quasi afferrare…un abbraccione:-))

  3. splendida metafora delle emozioni che possono essere in noi..

    tenendo a freno con la pazienza

    cio’ che ci disturba,ma quando il limite viene superato..la sopportazione cede e si eplode!!

    ma poi tutto torna calmo..

    sereno..

    avendo tirato fuori e sbalzato via cio’ che ci disturba..

    ritornando alla calma..

    un bacio gioia,Giuse

  4. ..Questo Gigante che un fallace sonno / tiene assopito in dormiveglia ambiguo / ogni tanto si desta e lo sgranchito / che alle sue membra impone, scuote e muove / la greve e nera coltre che lo copre / dal grosso collo fino ai piedi al mare.(Vincenzo Belfiore dedica al Vesuvio)

    Il Vesuvio è un gigante assopito da tanti tanti anni. Dorme…o finge di dormire… Per ora, e per fortuna, se ne sta buono.

    Il Vesuvio può essere la metafora di chi “sembra assopito”. ma invece è vivo e attento. Come dice Giuse#5 il vulcano è la metafora delle emozioni e, aggiungerei, dell’educazione e del saper vivere. Si tace, molto spesso, ma ciò non significa che non si ascolta. Si ascolta e si sta in silenzio, per scelta. Ma…a un certo punto il magma sale, sale e il vulcano esplode. Il gigante si risveglia. E allora lapilli e ceneri infuocate volano in alto, Vanessa, molto in alto e poi ricadono per largo raggio su tutto e tutti- Apocalisse. Ricordi Pompei??



    Bel testo, “amora”, bel testo:))

    buonanotte

    dora

  5. davvero bello questo accostamento di natura e vita, questo duplice riflesso di poesia e meditazione.

    Grandi sono le pagine della tua poesia, come grande è la dolcezza del tuo romaticismo sulle pagine della vita.

    Un caro abbraccio…….kissssssssssss

  6. Sei una vampata vivente…

    Il caldo delle tue parole è molto più piacevole del caldo anomalo africano.

    Il tuo modo di scrivere è sempre affascinante e coinvolgente bella Vanessa.

    Ti bacio i lapilli,

    Vincenzo.

  7. Ciao…sul mio blog mi chiedi come sto…grazie per l’interessamento, sei l’unica che me lo ha chiesto in due settimane…sto molto bene ora, davvero. Mi sono accorta che da quando nn stiamo più insieme è come se mi fossi tolta un peso. Subito nn capivo perchè ma poi pensandoci bene la nostra storia era per me un ansia continua e nn capivo che mi faceva male. Ora sto benissimo, mi sento felice come nn lo ero da 3 anni. Certo mi manca e lo amo ancora ma credo che abbia avuto ragione lui nel dirmi che era meglio per me. devo solo ringraziarlo. Grazie per essermi stata vicina. Bacioni

  8. Non ho mai avuto la possibilità di vedere un vulcano nel pieno della sua attività, ma il tuo testo così ben strutturato mi ha concesso di vederlo da vicino. Molto brava. ciao elio

  9. Molto bello il post. E’ vero, il pericolo affascina.

    E le immagini del vulcano trasmettono inquietudine selvaggia e voluttuosa.

    Lapilli infuocati e ceneri volano, intorno…

    Un sorriso vulcanico

    Mister X di Comicomix

  10. mah…speriamo di no, io sto proprio ai piedi del vesuvio…e chissà se prima o poi non si farà sentire..

    kiss.. perla..

  11. Il pericolo crea andrenalina e l’andrenalina crea eccitazione, l’eccitazione crea la creatività e la creatività crea la vita!

    Un caro saluto!

  12. sapere di essere vicino ad un vulcano per quanto possa essere affascinante e bello…….. ha un non so di che pauroso …….. comunque parole molto belle un bacione

  13. … ecco perchè, Vanessa, occorre il nostro aiuto per trovare "quest’altra parte", cioè quel traguardo vero che da soli non avrebbero mai raggiunto, abbagliati dal miraggio illusorio di un falso traguardo …

  14. incoscienza che conquista

    il pericolo e l’incertezza

    l’adrenalita e la passione

    in tutte le cose che si fanno..

    sei un vulcano di emozioni Perla,e ogni immagine colpisce e brucia nel profondo

    e le parole sanno accompagnare

    con un’intensita’ seconda solo a

    un’onda del mare..

    buonanotte gioia,Giuse

    un bacio

  15. …A me il pericolo non ha mai affascinato…Mi ha intrigato, a volte, bestialmente, in modo talmente forte e mi ci sono tuffato dentro…Ne sono uscito a volte incoronato da vincitore ed altre, con le ossa rotte…Buonanotte, dolcissima fanciulla dal colore della perla più pregiata…

  16. mi piace tutto del tuo blog,ma le scenette tenere che mi mandi ogni fine settimana mi fanno impazzire per la dolcezza che ispirano …grazie Vany.T

  17. GRANDE MANU CHAO!!!

    hai buoni gusti musicali ^__-

    “jeu ne t’aime plus, mon amour

    jeu ne t’aime plus, tout le jour”

    scusa, sto karaokando ^^

    baciiiiii ;*****

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  18. leggo questo tuo racconto in chiava metaforica, come una sprone all’umano coraggio per cimentarsi oltre l’impossibile

    un abbraccio