da allora…


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All’inizio era il fico. Una punizione. Un simbolo. La Cacciata di una beatitudine senza stilisti né trend, che per sempre da allora noi uomini avremmo tentato di seguire.
La moda fu il primo seme della nuova vita da uomo così come la conosciamo, e Lucifero il primo sarto: perchè fu lui che fece sì che Adamo si coprisse le pudenda con la foglia di fico più grossa (eravamo nell’eden, e tutto era ancora perfetto, giusto?).
E fu sempre lui a decidere che il seno paradisiaco di Eva andava coperto con dei tralci di vite. E fu il vestito.
Eva, pur nella sua valle di lacrime, non poteva ignorare che Adamo si copriva gli occhi con le mani, ma tra le dita sbirciava le foglie che le coprivano il seno.
Dio aveva dato all’uomo la Vergogna, e l’uomo l’aveva trasformata in Malizia.
Il resto è storia… da allora il vestito non solo copre, ma scopre, suggerisce, implica, ammicca, inganna, mostra, magnifica, mortifica.

*romantica*
wqeewq

stronzatine sui baci


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Oggi sono andata dalla parruCChiera,

                                         e mentre mi facevano i capelli
mi sono
diVertiTa a leggere                                        

stronzatine Sui bAci.


                                         Non sApeVo si deSseRo perfino NoMi
ai tipi di BaCi (escludendo il Bacio Perugina :p) –
tipo il bAcio AltaLena,  il bacio SoFFiato,
                                        
                  il baCio ChiaccHerino, il MIO bacio ZuKKeraRiNO. . . .


Non sapevo neMMeno che fosse teRapeuTico -
che un bacio appassionato mettese in moto addirittura
39   fasce mUscolAri, tra quelli del viso e del collo,
risulTando un’ottima giNNastica facciale
                                        
che mantiene giovane il viSo. . BaCiAmOci ALLORA! :P P

. . e Voi che BaCi CoNoScEtE? =)


*romantica*

sul piano


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sul pianoCorrono le mani sul piano.
Le dita accarezzano il bianco e nero dei tasti,
in cerca del mistero insondabile che essi, da sempre, custodiscono.
Qualcuno ascolta silenzioso, lontano da qui.
Il suo sguardo non mi tocca,
i suoi pensieri delicati mi sfiorano appena.
Un’emozione lieve, come un vento sottile e sonoro,
attraversa la stanza, e si posa sulle mie mani calde,
come il soffio di un bacio.
*romantica*

animale selvatico


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Forte e generoso è il mio uomo
come un animale selvatico
si aggrappa alla mia pelle
poi mi intrappola coprendomi di baci
lasciandomi lunghi brividi
che confondono le mie fantasie.

Non ci sono silenzi con lui,
ma sospiri e dolci sapori
lasciati sulla mia bocca.
Mi brama e divora,
mettendo la mia anima a nudo.

Non ho difese, s’insinua
con rapida bestialità
ed io mi piego a suo volere.

il mio uomo animale selvatico,
io suo rifugio.

*romantica*
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senza nessun rumore


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kizmoon
Osservo la luna e il pensiero di te
è in un angolo di cielo.
Non passa notte senza che io mi ci perda,
la avvolgo di parole,
come fosse una carezza;
ci raccontiamo i pensieri soltanto con gli occhi,
io le parlo e lei muta mi guarda.

Fra sussurri, battiti e il vibrare di noi,
diventi cielo, aria, vento,
e baci zuccherosi sulla bocca…

Ti vedo nell’ombra e penso
che ci sono luoghi pericolosi per una donna,
come i riflessi negli occhi di un uomo
quando parlano d’amore
senza nessun rumore.


*romantica*

Noi donne di oggi :P


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C’era una volta la donna in cucina, davanti ad un tagliere con uova e farina, ed in mano il mattarello.
Le maniche tirate fin sopra i gomiti ed un grembiulino bianco legato attorno ai fianchi per non infarinarsi.
La mattina presto si preparava a far la sfoglia: occorreva setacciare la farina e prepararla in mezzo al tagliere, scavarvi una fossetta per mettervi in mezzo uova, ed impastare con destrezza.
La si doveva tirare, liscia liscia, lavorandola con arte sottile, tonda e senza buchi.
La si lasciava indurire per poterla tagliare a dovere.
Quadrucci, tagliatelle o maltagliati, si buttavano in pentola, s’aspettava un minuto che si rigirassero al primo bollore e con impazienza li si mettevano nel piatto e attorno alla tavola ci si sedeva soffiando e gustando quella bontà.
Viva la sfoglia fatta col mattarello!
Erano fortunati gli uomini di allora?
O meglio oggi?

*romantica*
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Un nuovo giorno


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8889E’ l’alba. E’ come magia. Tutto intorno è silenzio, tranquillità.
Alla finestra guardo la strada, osservo i colori del mattino… la debole luce dilaga piano piano, come in punta di piedi, senza far rumore.
La prima campana che suona i suoi rintocchi, la prima auto che va via lentamente; due passanti s’incontrano… un saluto discreto, quasi a non voler disturbare la quiete del silenzio.
Le rondini si salutano, librandosi in cielo, con mille e mille voli diversi…
Intanto un treno, lento ed assonnato, passa stridendo sui binari, indicandomi il centro della città che ancora dorme.
Si aprono i vetri, si fa entrare il mattino nuovo… panni stesi salutano il vento, loro complice di giochi; un gabbiano lassù mi porta il profumo del mare, mentre gli alberi iniziano una danza silenziosa, agitando le loro braccia come per un saluto.
E’ giorno. Un nuovo giorno pieno di promesse e di speranze è iniziato, qui, davanti ai miei occhi, prima che il rumore della gente e delle auto prenda il sopravvento.


Buon Giorno a Tutti!

*romantica*


Il pericolo affascina.


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02vulcano4850La bocca d’un vulcano.
La
lingua di lava. 

Un corpo vivente, maschio e femmina insieme. Espelle, erutta. E’ un interno anche un abisso.
Qualcosa di vivo che può morire, che esiste solo a intermittenza.
Una minaccia costante.

Capriccioso, indomabile, maleodorante.

il Gigante assopito che si sveglia.
Il gigante che vomita distruzione, e poi risprofonda nella sonnolenza, come un grandioso spettacolo pirotecnico.

Ci sono incanti fatti apposta per essere ammirati da lontano;
nessuno spettacolo è più nobile d’una vampata.

A sicura distanza è lo spettacolo supremo, è alquanto elettrizzante.

Inizia con un gorgoglio di basso profondo, la crosta di scorie grigie comincia a luccicare.

Il gigante sta per espirare.

Volano, non troppo alto, lapilli infuocati e ceneri.

Teatro Dell’anima.


*romantica*