TRAMONTO


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Povero tramonto!
Una rondine che vola,
con uno stridio cupo e fondo,
l’anima mia sola.

Rosso il cielo,
azzurro il mare,
vorrei poter far velo
a questo mio sognare.

Vorrei esser con lei,
ma ho tanta paura di dirle…..
come potrei?

Il mio cuore piange
in questi miei sogni rei,
mentre lei passa e va.


[28/11/1993]

4 pensieri su “TRAMONTO

  1. Ho letto la tua lista di ODIO …

    strano siano in conflitto con come ti muovi ..

    Direi che sono più una lista di AMO!

    Lady

  2. IT

    Il tramonto della luna

    -Giacomo Leopardi

    Quale in notte solinga,

    Sovra campagne inargentate ed acque,

    Là ‘ve zefiro aleggia,

    E mille vaghi aspetti

    E ingannevoli obbietti

    Fingon l’ombre lontane

    Infra l’onde tranquille

    E rami e siepi e collinette e ville;

    Giunta al confin del cielo,

    Dietro Apennino od Alpe, o del Tirreno

    Nell’infinito seno

    Scende la luna; e si scolora il mondo;

    Spariscon l’ombre, ed una

    Oscurità la valle e il monte imbruna;

    Orba la notte resta,

    E cantando, con mesta melodia,

    L’estremo albor della fuggente luce,

    Che dianzi gli fu duce,

    Saluta il carrettier dalla sua via;

    Tal si dilegua, e tale

    Lascia l’età mortale

    La giovinezza. In fuga

    Van l’ombre e le sembianze

    Dei dilettosi inganni; e vengon meno

    Le lontane speranze,

    Ove s’appoggia la mortal natura.

    Abbandonata, oscura

    Resta la vita. In lei porgendo il guardo,

    Cerca il confuso viatore invano

    Del cammin lungo che avanzar si sente

    Meta o ragione; e vede

    Che a sé l’umana sede,

    Esso a lei veramente è fatto estrano.

    Troppo felice e lieta

    Nostra misera sorte

    Parve lassù, se il giovanile stato,

    Dove ogni ben di mille pene è frutto,

    Durasse tutto della vita il corso.

    Troppo mite decreto

    Quel che sentenzia ogni animale a morte,

    S’anco mezza la via

    Lor non si desse in pria

    Della terribil morte assai più dura.

    D’intelletti immortali

    Degno trovato, estremo

    Di tutti i mali, ritrovàr gli eterni

    La vecchiezza, ove fosse

    Incolume il desio, la speme estinta,

    Secche le fonti del piacer, le pene

    Maggiori sempre, e non più dato il bene.

    Voi, collinette e piagge,

    Caduto lo splendor che all’occidente

    Inargentava della notte il velo,

    Orfane ancor gran tempo

    Non resterete; che dall’altra parte

    Tosto vedrete il cielo

    Imbiancar novamente, e sorger l’alba:

    Alla qual poscia seguitando il sole,

    E folgorando intorno

    Con sue fiamme possenti,

    Di lucidi torrenti

    Inonderà con voi gli eterei campi.

    Ma la vita mortal, poi che la bella

    Giovinezza sparì, non si colora

    D’altra luce giammai, né d’altra aurora.

    Vedova è insino al fine; ed alla notte

    Che l’altre etadi oscura,

    Segno poser gli Dei la sepoltura.

    ciao Marco